RECENSIONI 

Riconoscimento di master dell'eccellenza artigiana piemontese


CUOCHI IN PADELLA

 


Il Saporario 2017
Le guide de La Pecora Nera

C'è un posto a Torino dove assaggiare ricette antiche che hanno viaggiato nel tempo e sono diventate l'ideale per un cibo moderno come lo street food. Stiamo parlando delle miasse e dei gofri : le prime hanno origini mediovali e sono a base di farina di mais, i secondi risalgono al 700 e sono delle cialde croccanti a nido d'ape ottenute tramite i ferri belgi per fare le gaufres. Questo locale le propone in diverse varianti, tutte sfiziose, adatte ai carnivori e vegetariani con la possibilità di gustarle anche dolci.
Noi abbiamo assaggiato una miassa con formaggio, prosciutto cotto e verdure miste, dal sapore equilibrato e gustoso, con l'involucro croccante e dal buon sapore di mais, e un gofre ( nell'impasto non ci sono né uova, né latte, né strutto ) dalla consistenza leggerissima, croccante fuori e morbido dentro, con crescenza e rucola, dall'insieme semplice e soddisfacente al palato. Da bere birre crude di un piccolo birrificio del territorio, qualche bibita analcolica e acqua. AMBIENTE- il cambio di sede ( fino a qualche mese fa si trovava sulla stessa via ma al numero 4 )
ha giovato al locale, che è diventato più ampio e spazioso e con più posti a sedere. SERVIZIO- La competenza e la passione del titolare è coinvolgente: ama spiegare, soprattutto a chi viene qui per la prima volta, cosa e come sono fatti i prodotti, far vedere il piccolo mulino con il quale macina la farina fresca e raccontare la storia di ricette antiche. Un posto da non perdere ! ADATTO- chi ama lo street food di qualità. 


SALE E PEPE

Tappa obbligata per provare i gofri ( cialde croccanti ), farciti con prodotti del territorio. 


AM

DAI MONTI ALLA CITTA'
Gofri, miasse e miacce della tradizione alpina preparati con farine biologiche e accompagnati  da tomini al verde e vitello tonnato, ma anche prosciutti, formaggi e verdure.


Alberghi e ristoranti d'Italia
2016

Laboratorio caratteristico che vuol riproporre alcune specialità andate in disuso come i gofri, le miacce e le miasse e dove tutti i prodotti sono da cuocere sul ferro bollente e farcire in vari modi, sia dolci sia salati, con salumi e tome di produzione territoriale. La curiosità è il mulino a vista collocato nel locale, dove le farine vengono prodotte e poi utilizzate al momento. Ampia scelta di birre crude anche d'asporto. 


Programma televisivo
lo special Max
canale gambero rosso " Sky "

 


Programma televisivo
mordi e fuggi di Paola Cutini
RAI NEWS 24

 


FOODIES 2015 - Gambero Rosso
1000 indirizzi dove il cibo è piacere e passione

C'erano una volta le miasse, le miacce ei gofri, antichi cibi delle valli piemontesi, rispettivamente del biellese, della valsesia e del torinese.
Si tratta di saporitissime e sottili cialde farcite, leggermente diverse fra loro per ricetta e farine:
La Gofreria Piemontèisa ha riportato in vita queste preparazioni, facendole gustare come moderno street food, ai torinesi. I gofri si preparono con il ferro tipico a nido d'ape, le miasse con farina di mais e le miacce con grano saraceno. Fra i tanti ingredienti che possono essere usati per le farciture, ci sono prosciutto, speck, formaggi di vario genere, ma anche cioccolato o conserve di frutta. 


CIBO DA STRADA
Il meglio dello street food in Italia

Gofri, miasse
la passione dei gofri ha invaso anche il capoluogo e in pienissimo centro, in via San Tommaso 4,a a un passo dalla prima bottega ( ora ristorante ) della Lavazza, ha aperto un localino che produce non solo le cialde a nido d'ape ma pure le miasse biellesi.
I gofri e pure le miasse vengono farciti con prosciutto cotto e crudo, formaggi, speck, crema di peperoni, salsa tonnata, pancetta o anche marmellate, crema di cioccolato, miele.
Nel locale c'è un piccolissimo mulino a pietra. 


DOVE
edizione, RCS
autore , GIANFRANCO RAFFAELI

Il predatore dello street food perduto. Come definire altrimenti Dario Mauro, che da nove anni va a caccia di panini e sfizioserie della tradizione della tradizione tra le valli montane dell'alto Piemonte? Tutto inizia con i GOFRI, ritrovati a una fiera di parse in Val Chisone nel 2005. Parenti poveri, apparsi nel XVIII secolo, dei GAUFRE belgi, che si servono ormai ovunque con la Nutella, questi mezzi dischi di pastella di farina, senza latte né uova, si cuociono su uno stampo di metallo arroventato. Di qui l'aspetto a nido d'ape e la leggera crosta croccante a vestire un cuore morbido. Dentro ?
Salumi e tome, ragù di cervo, cinghiale e la crema gianduja del maestro torinese Guido Gobino.
Sono arrivate poi le MIASSE, cialde croccanti di farina gialla , quasi rustiche crepes, proposte anche come “ MIACCE ” con farina integrale. Da bere tutte le Sora' Lama birre artigianali pluripremiate della Val Susa.


STREET FOOD
Guida al miglior cibo di strada italiano

Mauro Dario, titolare di una delle prime Gofrerie d'italia, ha cercato di recuperare una tradizione alpina piemontese: quella dei gofri,sottili e croccanti cialde a nido d'ape, simili alle gauffre belghe, che vengono preparate con appositi ferri. Mauro segue l'antica ricetta, che non prevede latte e uova, per cui i gofri risultano molto leggeri e facilmente digeribili. Vengono poi farciti con specialità piemontesi come i tomini al verde e il vitello tonnato, oltre ai vari prosciutti, formaggi e verdure, tutti rigorosamente di qualità: senza tralasciare le farciture dolci a base di creme, cioccolato e marmellate. L'impasto dei gofri è preparato con acqua e una farina composta da un mix di sei cereali (avena, orzo e farro decorticati, riso integrale, frumento e segale) macinato nel mulino di proprità e arricchita con semi di lino di papavero e rosmarino, è possibile trovare nella Gofreria anche la miassa del Canavese, una sottile cialda croccante a base di mais integrale, e la miaccia, un'antichissima sfoglia tipica della Val Sesia, prodotta oggi da Mauro con frumenti in uso nel Medioevo come il grano saraceno, il miglio e il granoturco. 


GAMBERO ROSSO - Street FOOD
Il gusto autentico del cibo di strada italiano

GOFRERIA PIEMONTEISA
di Mauro Dario

Un indirizzo ideale per assaggiare le croccanti cialde a nido d'ape, preparate al momento con l'apposito ferro e farcite con affettati, formaggi e verdure.
In questo semplice e curato locale del centro si è riportato alla luce questa tradizione con farine integrali autoprodotte nel mulino a pietra di proprietà.
Assaggiate il gofre con speck, crema di peperoni e formaggio o con prosciutto crudo,crescenza, rucola. 
Prendete il vostro spuntino e godetevelo nella vicina Piazza Castello, per assaporare un altro gusto della vita torinese.


LONELY PLANET
Italy

GOFRERIA PIEMONTEISA

Gofri, EUR 3,00 to 4,40 are crispy waffles honeycomb, cooked on special cast iron plates shaped.
Born in Piedmont and the mountains are a great snak, with sweet and savory fillings.
The gofreria, which has the recognition of the masters of taste Slow Food, also offers MIACCE ( ancieent Walser bread whit buckwheat and goat's milk ) and MIASSE ( layers of whole corn in the Biella), costing EUR 5,00.


IL
Idee e lifestyle del sole 24 ore.

Siamo un paese di baristi, friggitori e rosticceri.
Ecco il massimo della gastronomia italiana, da mangiare rigorosamente in piedi, perchè dietro ai nostri banconi si nasconde un tesoro.

I gofri, originari delle Valli Chisone e Germanasca, sono cialde croccanti fuori e morbide dentro, fatte di acqua, farina e lievito. Deliziosi soprattutto quelli salati tipo speck, crema di peperoni e formaggio. Dellavalleconfurore.


GUSTOSANDO
Guida Degli Artigiani dell'Eccellenza Alimentare del Piemonte

GOFRERIA PIEMONTEISA
di Mauro Dario

Gastronomia

I gofri sono biologici e semi-integrali preparati con farine multicereali.
La macinatura avviene pochi minuti prima che la farina sia usata.


Le guide del Gastronauta
di Davide Paolini - paninoteche - street food

Le antiche tradizioni rurali piemontesi si ritrovano a Torino grazie ad una felice intuizione del proprietario, che si lascia ispirare durante alcune sagre paesane e decide di riportare in Piemonte l'usanza lontana di preparare cialde ottenute da un impasto a base di latte, acqua, burro,uova,farina, zucchero e lievito di birra, poi cotte con uno speciale stampo in ghisa.
Questi sono i gofri, o gaufres in lingua francese, contraddistinti dalla conformazione a nido d'ape e dalla leggerezza, grazie alla pastella senza uova né latte.
La particolarità della Gofreria Piemontèisa è che i prodotti sono realizzati con farine integrali macinate a pietra dal proprio mulino.
Un' altra specialità della casa sono le miasse e miacce, antico pane Walser con il mais, da farcire, come si vuole, dolce o salato. Ecco come il cibo di strada, recuperato direttamente dal passato, può diventare cultura. 


TORINO (e dintorni) LOW COST
guida anticrisi alla (ex) capitale dell'auto
edito: BUR rizzoli          autrice: Bruna Gherner

LE DELIZIE PIEMONTESI DA PASSEGGIO

Una merenda o uno spuntino con i gofri, le miasse e le miacce, il tipico street food piemontese a lungo dimenticato, ma recentemente tornato alla ribalta. Con nostro grande piacere.
ATMOSFERA
Questa è la prima gofreria, miasseria e miacceria d'Italia, aperta da Dario Mauro dopo aver visto un' anziana coppia che cuoceva gofri in Val Chisone. Il locale si intravede appena in Via S. Tommaso e lo si riconosce grazie alla scritta sulla vetrina “ Merende sinoire alpine piemontesi da passeggio “.  Si può mangiare in loco oppure portare i gofri come fossero una piadina.
SPECIALITÀ
I gofri sono la versione tutta piemontese di una specialità del nord Europa: i waffle tedeschi o le gaufre belghe. Nelle Valli alpine, per esempio in Val Chisone e Val Germanasca, i gofri venivano usati come pane quando il paese non aveva un forno. Si tratta di cialde a base di acqua, farine e lievito, cotte su una speciale piastra di ghisa, con un tipico motivo a nido d'ape. Diciamo che sono delle crepe tridimensionali, più leggere perchè preparate senza uova né latte, croccanti all'esterno e morbide dentro. Si mangiano nella versione dolce, con marmellate o zucchero oppure con una farcitura salata, come prosciutto e formaggi, crescenza e rucola. In versione salata ci sono anche le miasse, sfoglie a base di mais, croccanti come la crosta della polenta che rimane attaccata alla pentola, e le miacce, un antico pane della cultura walser, prodotto 
con acqua, grano saraceno, mais, latte di capra e uova. Tutte le farine utilizzate qui sono biologiche e macinate quotidianamente nel mulino a pietra naturale, per preservare le proprietà del cereali.


Maestri del Gusto Slow Food - Torino e Provincia

In questo bel localino nel centro storico di Torino si preparano gofri, miasse e miacce, da degustare in loco o mangiare per strada. E basta.
Si tratta di tipici cibi da strada,storici e locali. Cibi tradizionali delle nostre valli alpine :
per i gofri le valli torinesi, per le miasse quelle biellesi, per le miacce la Val Sesia. Fatte con la farina di mais piemontese , le miasse sono sottilissime e croccanti ( ricordano un po' la polenta che resta attaccata al fondo del paiolo), e la loro invenzione si fa risalire al 1800. Datati al 1700, i gofri invece sono cialde circolari a nido d'ape, croccanti all'esterno e morbide all'interno, fatte solo con farina appena macinata ( qui c'è un mulino a pietra incredibilmente minuscolo) e acqua; due dischi abbinati e farciti con ingredienti salati ( prosciutto cotto o crudo, formaggi di vario genere, speck, crema di peperoni, salsa tonnata, pancetta) o dolci ( marmellate, crema di cioccolato,miele). Le miacce, infine, sono fatte con grano saraceno, miglio e granoturco. La farcitura è quella indicata per i gofri.


ITALIA ON THE ROAD 38 itinerari alla scoperta del paese
edizioni: EDT  lonely planet

Gofreria Piemontèisa
I gofri, euro 3,00- 4,40 sono cialde croccanti a nido d'ape, cotte su speciali piastre di ghisa sagomate. Nascono sulle montagne piemontesi e sono un ottimo spuntino, con farciture dolci e salate.
La Gofreria, che ha il riconoscimento dei Maestri del Gusto Slow food, propone anche miacce ( antico pane Walser con grano saraceno e latte di capra ) e miasse ( sfoglie di mais intergale del Biellese ), che costano euro 5,00 


PERO' TORINO 

Se si provasse a fare un sondaggio su quanti piemontesi hanno idea di cosa siano i Gofri e le Miasse, probabilmente la percentuale di chi assicura di conoscere il significato dei due termini faticherebbe a raggiungere la doppia cifra.Una previsione pessimistica che non può riguardare, ad esempio, i Kebab o gli Happy Meal, ormai entrati nel linguaggio comune dei giovani non solo piemontesi. Eppure, i Gofri e le Miasse sono specialità tipiche regionali che possono vantare una notevole tradizione e storia. Si tratta di “cibo da strada”, “street food”, un concetto che richiama alle sempre più richieste ed apprezzate piadine. I Gofri e le Miasse, però, non hanno nulla da invidiare alle piadine stesse, men che meno ai Kebab. Soltanto l’austerità e la riservatezza tipica dei piemontesi ne ha impedito la diffusione. A Torino, infatti, sono introvabili. O meglio, si possono gustare in un solo locale: si tratta della “Gofreria Piemonteisa”, in via San Tommaso 4, traversa di via Garibaldi a due passi da piazza Castello. In pieno centro. L’idea di fondarla e di far conoscere ai torinesi queste specialità squisitamente piemontesi è venuta a Dario Mauro, fondatore e “chef” della Gofreria, che ci racconta: “Il progetto ha cominciato a prendere corpo nel 2005, quando in una festa patronale in val Chisone ho visto una coppia di anziani che, con uno strano stampo di ghisa scaldato sul fuoco, cuoceva cialde preparate con una pastella liquida. Erano i Gofri, antiche specialità di cui non conoscevo l’esistenza. Un anno dopo ho fondato la prima Gofreria d’Italia, qui a Torino”. La prima e finora l’unica, perché i Gofri sono distribuiti solo in alcune sagre di paese in provincia della val Chisone e dell’alta Val Susa. Dopo i Gofri, la scoperta delle Miasse, tipiche invece della provincia di Biella: “Facendo alcune ricerche storiche sul territorio, durante una festa paesana ho incontrato un’altra coppia di anziani intenta a cuocere con dei semplici ferri un impasto di acqua e meliga per preparare le Miasse. E’ stata un’altra ispirazione. In un locale unico, ho deciso così di creare la prima Gofreria e la prima Miasseria d’Italia”. Leggeri, nutrienti, croccanti e stuzzicanti per il palato, Gofri e Miasse possono essere conditi in vari modi, dolci e salati, come le piadine. Non a caso, i clienti più affezionati della prima Gofreria e Miasseria d’Italia sono ragazze, tradizionalmente attente non solo alla linea ma anche al cibo sano. Come detto, le due specialità hanno tradizione secolare. I Gofri discendono dai ferri belgi del 1700, usati per fare i “gaufres” e le crepès belghe. Tra gli ingredienti non sono presenti uova e latte, come nelle normali crèpes francesi, nè lo strutto tipico delle piadine romagnole. L’impasto è lievitato. Per questo risultano leggeri, digeribili e assai freschi in quanto cotti e farciti sul momento. Le farine multicereali garantiscono il valore nutrizionale. Le miasse, chiamate anche miasce in certe zone, possono essere tradotte con il termine “meligacce”, neologismo utile a identificare le croste di meliga (mais) che si staccano dal paiolo dopo la cottura della polenta. Sono cotte su apposite piastre scaldate sul forno e farcite a piacere. La macinazione della farina integrale è rimasta quella dell’antichità: lavorazione con macine in pietra naturale a lenta rotazione. Adatte a chi ha problemi con i lieviti, sono indicate anche per chi soffre di leggere intolleranze al glutine. Non possono però essere garantite per i ciliaci, a causa delle possibili contaminazioni crociate. Strano ma vero, a Torino si può mangiare sano, nutriente, leggero, economico e… piemontese. Spendendo poco. Ma i primi a non saperlo sono i piemontesi stessi.
Riccardo Ghezzi


Per arrivare al numero 4/a di via San Tommaso bisogna partire dall'antica Grecia e passare per Bruxelles. Già: perché nella cosiddetta culla della civiltà occidentale non sono nati solo l'apollineo e il dionisiaco, ma anche le obleios, cialde che molti ritengono essere le antenate delle odierne gauffres, specialità belga assai diffusa nel nord della Francia e ottenuta da un impasto a base di latte, acqua, burro, uova, farina, zucchero, lievito di birra e aromi. Parente stretta del waffel e complice perfetta di marmellata, cioccolato, burro, panna e altre prelibatezze, lagauffre costituisce un cibo da strada economico e sfizioso. E come si è detto è dal Belgio che, intorno al 1700, arriva sulle Alpi piemontesi, insieme con i ferri che le danno la classica conformazione a nido d'ape. La stessa che contraddistingue ì gofri che a Torino, in via San Tommaso, propone la Gofreria Piemontèisa. Lo spessore di tali cialde, preparate all'impronta nel giro di pochi minuti, non raggiunge il centimetro, cosa che si coniuga a meraviglia con la loro leggerezza, derivante dall'uso di farine multicereali mescolate ad acqua, sale e lievito, senza aggiunta di latte o di uova (come accade per le crèpes d'Oltralpe) o di strutto (ingrediente usato per la preparazione della piada romagnola). E dunque: varcato l'ingresso della gofreria, che in sé è alquanto minimalista e si presenta con pareti grigie che ricordano il colore delle lose, ecco sulla sinistra il menù, dov'è facile perdersi vista la ricchezza di proposte sia dolci sia salate. L'impasto viene steso sull'apposito ferro rovente, che poi è una doppia piastra di ghisa, e farcito secondo i desideri del cliente.
(da: La Stampa)


Nell'antica Grecia sono nate le obleios, cialde che molti ritengono le antenate delle odierne gauffres, specialità belga ottenuta da un impasto a base di latte, acqua, burro, uova, farina, zucchero, lievito di birra e aromi. Dal Belgio, intorno al 1700, la specialità arriva in Piemonte, insieme con i ferri che le danno la classica conformazione a nido d'ape. La stessa che contraddistingue ì gofri che a Torino, in via San Tommaso, propone la Gofreria Piemontèisa. Lo spessore di tali cialde, preparate all'impronta nel giro di pochi minuti, non raggiunge il centimetro, cosa che si coniuga a meraviglia con la loro leggerezza, derivante dall'uso di farine multicereali mescolate ad acqua, sale e lievito, senza aggiunta di latte o di uova (come accade per le crèpes d'Oltralpe) o di strutto (ingrediente usato per la preparazione della piada romagnola). E dunque: varcato l'ingresso della gofreria, che in sé è alquanto minimalista e si presenta con pareti grigie che ricordano il colore delle lose, ecco sulla sinistra il menù, dov'è facile perdersi vista la ricchezza di proposte sia dolci sia salate. L'impasto viene steso sull'apposito ferro rovente, che poi è una doppia piastra di ghisa, e farcito secondo i desideri del cliente. Per quanto mi riguarda ho preferito di restare sul classico e dunque ho optato per un ripieno a base di prosciuttello e toma di Lanzo, confortato dal fatto che la provenienza è garantita dal "Paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino". E dopo una breve attesa ho potuto addentare la cialda croccante fuori, morbida dentro e il suo contenuto.
VOTO 7+ Per aver introdotti i Gofri in Piemonte. 
(da: La Stampa)


CENTRO autore Andrea Maia - Graphot editrice 

L'unica “gofreria” di Torino
il “gofre” è una cialda tradizionale di alcune vali alpine ed ha una secolare storia europea: deriva (attraverso i contatti dei lavoratori stagionali valligiani) dai “gaufres” e le “crèpes” del Belgio nel 1700. I ferri cottura belgi furono importati nelle nostre valli e servirono per confezionare questo cibo croccante e gustoso, che si era mantenuto in Val Chisone e nelle zone montane vicine,mentre a Torino questo cibo di strada era completamente sconosciuto. Per questo dobbiamo essere grati al sig. Dario Mauro che nel 2006 ha creato, in un piccolo simpatico locale di via San Tommaso 4, a due passi da via Garibaldi, la prima Gofreria di Torino. Il locale è caratterizzato dalla semplice essenzialità: un fuoco con le apposita padelle, un tavoloper impastare,uno per servire. Il suo nome in dialetto è “Gofreria piemontèisa” (e ricordiamo,a chi non conosce il dialetto locale, che la “o” si pronuncia come l'italiana “u”). Sarete serviti direttamente dal proprietario,cordiale e sorridente originario della Valle Pesio, ma con alle spalle un passato avventuroso,con periodi trascorsi in California ( lavorando nel settore della cucina messicana) ed in Kenya,ove organizzava safari fotografici per i turisti. Tornato a Torino, vi creò il primo ristorante con cucina messicana, gestì un bar ed ora , dal 2006, possiede l'unica l'unica “gofreria“ della città. Da lui ci facciamo spiegare che genere di cibo è questo “gofre”: è una cialda croccante dalla composizione molto semplice; l'impasto di base è il seguente:farina multicereale, semi di lino sesamo e girasole, acqua, sale, lievito di birra; si cuoce in appositi “ferri” di ghisa, circolari, di circa 23 centimetri di diametro:quando il gofre si stacca senza resistenza, significa che è cotto. La padella in ghisa conferisce ad esso la caratteristica doratura e lo rende croccante all'esterno e morbido all'interno. I gofri vanno consumati caldi, appena cotti:si possono mangiare così come spesso facevano i nostri antenati, nutrendosi di un pane più leggero e digeribile di quello solito, oppure si possono piegare in due e farcire con farciture salate (salumi, formaggi) o dolci (marmellate,miele, cioccolato). Maancando nella pastella di base le uova e il latte delle “crèpes” francesi, e non contenendo lo strutto delle piadine romagnole, i gofri risultano straordinariamente leggeri e digeribili, oltre che gustosi e valori tradizionali collegati alle farine multicereali utilizzate. Data la leggerezza e digeribilità, si adattano perfettamente ad uno spuntino da pausa pranzo;nel tardo pomeriggio, accompagnati da un bicchiere dei nostri vini, costituiscono una ideale interpretazione della merenda-sinoira. Si parla tanto, oggi di cucina “etnica”, con esiti spesso improbabili e con “mode” eccessive (penso all'invasione dei kebab ed al moltiplicarsi di ristoranti asiatici):sperimentiamo pure queste cucine insolite, ma è assurdo dimenticare un cibo “etnico”delle nostre vallate alpine, salutare e leggero , come il gofre. Per questo dobbiamo gratitudine al sig. Dario,che ha portato nel cuore del centro questo cibo, e che ci consente di provare un sapore straordinario della nostra cucina alpina. Un problema di fondo per una efficace promozione è la mancanza di vera cultura gastronomica ed anche l'eccessiva esterofilia degli italiani; la clientela è costituita all'ottanta per cento da donne,e non solo per la loro attenzione alla linea, ma per le maggiori informazioni che mediamente l'altra metà del cielo ha sull'uso del cibo e sulla opportunità di nutrirsi in modo efficace e leggero. Presto nel locale sarà disponibile un'altra specialità di tradizione piemontese, “la miassa”, una specie di focaccia basata su farina integrale di mais, ed originaria del biellese (Quincinetto): un motivo in più per frequentare questo locale. Avevo già gustato i gofrinelle val Chisone, a Roure. Ove associazioni di volontari e pro loco hanno mantenuta viva questa tradizione; li ho ancora apprezzati e goduti in questa unica “gofreria” torinese, tanto che mi sento di consigliarla vivamente ai lettori:si trova lì in pieno centro, a pochi passi da via Garibaldi. Io l'ho provata e ci sono tornato: accadrà sicuramente anche a voi, per godervi una farcitura diversa, per passare dal salato al dolce magari per approdare audacemente, come preferiscono i giovani, alla nutella. 



Rubrica Terre e Sapori del TG1 di Anna Scafuri del 14 04 2012
Servizio di Gianmmario Ricciardi - Immagini di Sergio Zenatti - Montaggio Alberto Tuninetti


Il Gastronauta di Davide Paolini ha selezionato la Gofreria piemontèisa come promotore del cibo da strada tipico e di qualità del Piemonte. 

E' possibile ascoltare la registrazione del Gastronauta su radio 24 rubrica " cibo da strada ".


GOFRERIA PIEMONTEISA   Via San Tommaso, 7 Torino - P.I. 08429200010